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Il mancato utilizzo di apparecchi ed impianti nella stagione estiva (caldaie, stufe, caminetti, bracieri, cucine a legna),

associato all’assenza di controlli di manutenzione ordinaria e straordinaria, aumenta il pericolo di intossicazioni con gravi conseguenze per l’incolumità della propria famiglia e, talvolta, anche per i vicini di casa.

Con l’arrivo dei primi freddi e con il conseguente utilizzo di impianti e sistemi di riscaldamento scatta il consueto allarme del pericolo delle intossicazioni da monossido: il monossido è l’inquinante più abbondante degli strati più bassi dell’atmosfera e la sua inalazione fa registrare ogni anno un gran numero di decessi accidentali.

“Il trend è molto preoccupante – introduce Ugo Pani, responsabile del Servizio di Medicina Iperbarica della Casa di Cura Habilita di Zingonia www.habilita.it – soprattutto se i dati vengono confrontati con quelli degli anni passati. Ogni anno si verificano in quantità sempre maggiore casi di intossicazione da monossido, nonostante le istituzioni investano molto nelle campagne a scopo informativo per quanto concerne la prevenzione. Purtroppo non è solo l’arrivo del freddo una delle cause principali, ma, probabilmente, anche la difficile congiuntura economica attuale che ha portato le famiglie a lesinare su controlli di manutenzione di stufe e camini.

La sintomatologia dell’avvelenamento da monossido di carbonio è subdola ed aspecifica, può presentarsi lieve e sfumata con cefalea malessere ed astenia (simile ad un’influenza)  o talvolta con dolori toracici simili a quelli dell’infarto cardiaco, o con crisi epilettiche, o con sonnolenza ingravescente fino alla perdita di coscienza, per poi culminare in stato di coma ed anche alla morte .

Gli organi che prima risentono dell’intossicazione che blocca il trasporto di O2 ai tessuti vengono primariamente colpiti dall’avvelenamento da monossido di carbonio sono quelli che hanno il maggior fabbisogno di Ossigeno anche a riposo: cervello e cuore e alle loro defaillances sono ascrivibili i differenti sintomi dell’intossicazione.

Le manifestazioni dell’avvelenamento da monossido di carbonio sono molteplici e la severità di queste dipende direttamente dalla concentrazione di monossido di carbonio nell’aria inspirata, dalla durata dell’esposizione, e dalle condizioni cliniche dei soggetti.

I sintomi da intossicazione da monossido sono variegati ed aspecifici; caratteristica è la variazione nel colore della cute e delle mucose -colorazione rosso ciliegia del viso e delle labbra correlato al colore della carbossi-emoglobina (sintomo subdolo, poiché fa pensare invece ad uno stato di buona salute così come quando l’ emoglobina ben ossigenata è rossa rutilante). Generalmente i pazienti accusano: cefalea, vomito e vertigini, cui si associano confusione mentale, tremori, dolori toracici, letargia e perdita di lucidità (obnubilamento del sensorio) fino al coma e, purtroppo, anche  alla morte.

Le azioni di prevenzione sono semplici e basilari: è assolutamente imperativo collocare caldaie e stufe in locali appositi ben areati ed isolati dagli ambienti domestici. In locali dove si accendono fuochi (come in cucina), è necessario prevedere prese d’aria apposite che non devono essere ostruite da mobili o tappi; caminetti e canne fumarie devono essere costruite ed installate secondo le norme di sicurezza e di buona pratica e devono essere soggette ad una meticolosa manutenzione, unitamente all’auspicato posizionamento con la più vasta diffusione degli appositi sensori per il rilevamento di monossido. Auspicata anche la proscrizione di bracieri, e la accurata verifica dello spegnimento definitivo (anche con acqua) delle braci del caminetto prima di coricarsi la sera.

Nel caso di contestuale malessere ed astenia di più persone si deve dubitare sempre di intossicazione da monossido. Una volta individuata la sorgente di una sospetta intossicazione, ecco le principali azioni da eseguire nel più breve tempo possibile: innanzitutto aerare immediatamente l'ambiente aprendo tutte le porte e finestre quindi allontanare subito le persone colpite dall'ambiente contaminato facendo attenzione a non compromettere la propria incolumità; spegnere poi la sorgente dell’avvelenamento e chiamare tempestivamente il 118.

 

Casa di Cura Habilita – Zingonia di Ciserano (BG) www.habilita.it

Articolo scritto da Francesca Pesenti – Ugo Pani