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Per una persona colpita da infarto o sottoposta a un intervento di bypass al cuore è molto importante tornare a una vita normale il prima possibile e sapere di poter riprendere la propria attività lavorativa senza conseguenze.

Se fino a qualche anno fa il paziente, ricoverato presso l’ospedale, veniva “curato” durante la degenza e poi semplicemente dimesso, oggi l’approccio è totalmente diverso e proprio a Piacenza è partito, circa due anni fa, un progetto che vede il coinvolgimento di diversi professionisti per la presa in carico del malato a 360 gradi attraverso il sostegno anche nel recupero riabilitativo e quindi nel recupero delle abitudini prima della malattia.
“Le persone colpite da malattie cardiache in età lavorativa sono in aumento– ha spiegato Giovanni Quinto Villani, primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Piacenza. Noi prima curavamo il paziente durante la degenza poi ci siamo posti l’obiettivo di seguire la persona anche dopo aiutandolo a rientrare al lavoro mantenendo la propria mansione”.
Il progetto vede il coinvolgimento della casa di cura San Giacomo di Ponte Dell’Olio e della medicina del lavoro di Ausl Piacenza.

Alessandro Rosi, responsabile della riabilitazione cardiologica della casa di cura San Giacomo, fornisce dati rassicuranti: “Su 45 pazienti con recente infarto o operati durante l’età media di 50 anni, il 100% sono tornati a lavorare e di questi il 95% con la stessa mansione. Inizialmente il tempo di ripresa dopo bypass era di 130 giorni oggi i tempi si sono ridotti a 95 giorni e vorremmo arrivare a 2 o 3 mesi”.
Maria Teresa Cella, dirigente della medicina del lavoro di Ausl Piacenza si è detta soddisfatta per i risultati raggiunti: “Nessuno ha perso il lavoro e questo progetto può aiutare anche i datori di lavoro spesso alle prese con la paura di avere un dipendente con problemi. Grazie al team di professionisti che segue tutto il percorso i cardiopatici possono svolgere la stessa attività”.

FONTE: www.liberta.it