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Il 28 febbraio 2016  notizia apparsa  nell’edizione locale del quotidiano La Repubblica.

“Fino a 6 mesi di stop ai medici che hanno dato il via libera alle ambulanze con soli infermieri” questo il titolo dell’articolo.

 

“Puniti con una delle misure più dure dal punto di vista disciplinare” e’ riportato ancora. L’accusa è quella di aver “tradito” la professione medica ‘delegando (?) parte delle competenze agli infermieri.

Dopo mesi di dibattiti e comunicati con i quali Simeu, Aniarti, FNC Ipasvi, Collegio di Bologna, Collegi dell’Emilia Romagna, Regione ER (vedi il parere medico legale del gennaio scorso) evidenziavano la correttezza dei protocolli infermieristici utilizzati, basati su linee guida condivise in tutto il mondo e sulle competenze avanzate acquisite dagli infermieri che operano nell’area dell’emergenza attraverso percorsi formativi accreditati e certificati.

Spiazzante quindi la dichiarazione del Presidente dell’Ordine di Bologna: “Non possiamo permettere che gli infermieri senza una formazione come la nostra somministrino farmaci, facciano diagnosi e terapie. Si tratta di una violazione del Codice Deontologico”.

Oggi, come nel mese di novembre scorso, ribadiamo che le attività svolte, in scienza e coscienza, dagli Infermieri del 118 trovano giustificazione nei bisogni dei cittadini che assistono con modalità riconosciute come le più appropriate sul piano clinico (linee guida di accreditate società scientifiche) e organizzativo (presa in carico integrate e multiprofessionale).

Gli infermieri, come già espresso in più occasioni sono pronti: #noisiamopronti

#noisiamopronti per le competenze specialistiche

#noisiamopronti per lavorare in equipe

#noisiamopronti a sostenere una sanità che cambia

#noisiamopronti a rispondere ai bisogni del cittadino

FONTE: www.ipasvibo.it