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Anche il soccorritore volontario, secondo la legge "Incaricato di Pubblico Servizio", non è esonerato  dal rispondere di comportamenti superficiali o eseguiti con leggerezza, agendo sotto il controllo o l'autorizzazione di un ente pubblico.

 

A differenza dei "Pubblici Ufficiali", gli "Incaricati di Pubblico Servizio" sono tutti coloro i quali svolgono un'attività disciplinata nella stessa forma della funzione pubblica, ma a differenza dei primi, non hanno funzioni autoritative e certificative.

Il soccorritore volontario è tenuto a rispondere:

in ambito PENALE: con una responsabilità personale, cioè attribuibile a colui che ha commesso il fatto
in ambito CIVILE: risarcendo il danno che ha commesso. Tale responsabilità può essere trasferita sulla compagnia assicuratrice
in ambito AMMINISTRATIVO: se lede, in qualunque forma, l'Associazione a cui appartiene
in ambito DISCIPLINARE: se si rende artefice di comportamenti che possono ledere il decoro della funzione che riveste.

 

I diritti del Soccorritore Volontario.

L'unico diritto del Soccorritore Volontario si definisce qualora subisca un danno a causa di altri; se ciò si verifica, colui che commette il reato può vedersi aumentata la pena di un terzo.

 

I doveri del Soccorritore Volontario.

Tra i doveri del Soccorritore Volontario sono definiti:

  • L'obbligo di denuncia: in qualità di Incaricato di Pubblico Servizio, egli ha il dovere di denunciare qualunque fatto o situazione che abbia le caratteristiche del reato perseguibile d'ufficio, ad esempio il maltrattamento di un minore.
  • L'obbligo del segreto professionale:il Soccorritore Volontario ha l'obbligo di non diffondere notizie che potrebbero procurare danno alla persona interessata o un suo familiare; è invece obbligato a dare notizie dell'ammalato all'equipe sanitaria a cui lo affida in consegna.
  • La tutela della privacy (legge 675/96): in base a questa normativa, è vietato diffondere i dati personali senza il consenso dell'interessato.
  • Il diritto alla discrezione: è scorretto diffondere notizie o fatti ad altri, di cui il Soccorritore Volontario sia stato testimone o partecipante attivo.

 

La responsabilità dell'intervento e del trasporto

La responsabilità del Soccorritore Volontario termina:

  • con la consegna del paziente al personale sanitario,
  • con una dichiarazione di un medico che attesti un ricovero non necessarioo con la firma dell'assistito che si assume la responsabilità del rifiuto alle cure.

Inoltre, egli non potrà mai dichiarare morto un soggetto, a meno che non si trovi di fronte ad un cadavere in evidente stato di decomposizione, oppure in caso di decapitazione oppure in caso di carbonizzazione.
In corso di rianimazione cardiopolmonare, il Soccorritore Volontario potrà sospendere la manovra se ciò avviene in seguito ad esaurimento fisico del soccorritore stesso. In tutti gli
altri casi rischia di incorrere in una denuncia per omissione di atti d'ufficio o ancora peggio per omicidio colposo.

 

La responsabilità del Soccorritore Volontario

Sono due gli illeciti che possono profilarsi sotto l'aspetto penale:

  • l'esercizio abusivo della professione: che si configura nell'espletare manovre che sono di stretta pertinenza medica o infermieristica
  • e l'omicidio o lesioni personali che possono derivare da comportamento doloso o colposo. Il Soccorritore Volontario agisce con colpa per negligenza, quando non adotta tutte le dovute cautele, imperizia, quando non adotta tutte le conoscenze e capacità acquisite, imprudenza, quando agisce con leggerezza o con scarso impegno ed attenzione.

 

Il principio di consenso alle cure secondo l'art.32 della Costituzione

In caso di soggetto in grado di intendere e volere o nel caso di soggetto cosciente, è necessario che egli esprima liberamente la volontà ad affidarsi alle cure che gli vengono proposte.
Se il soggetto rifiuta non si può costringerlo forzatamente, ma è sufficiente fargli firmare l'apposita modulistica che libera il soccorritore dalla responsabilità delle mancate cure ed azioni.

 

Il trattamento sanitario obbligatorio

Contrariamente a quanto precedentemente detto, esistono condizioni morbose che devono essere curate per legge e che svincolano dal consenso il paziente qualora egli rifiutasse i trattamenti.

Tali condizioni sono:

  • la cura di malattie infettive o contagiose per le quali è necessario l'isolamento
  • malattie psichiatriche che necessitano di un intervento urgente in caso di soggetto pericoloso pe se stesso e/o per gli altri
  • malattie veneree in fase contagiosa
  • alcolisti e tossicodipendenti in genere.

 

Azioni obbligatorie per  un Soccorritore Volontario

Le azioni che un Soccorritore Volontario non può esimersi di eseguire, dopo aver frequentato e superato un corso adeguato sono:

  • protezione individuale, da effettuarsi con tutti i DPI presenti sul mezzo di soccorso
  • rilevare correttamente i parametri vitali e saperne riconoscere le alterazioni
  • eseguire correttamente una rianimazione cardiopolmonare, e dopo aver frequentato apposito corso, saper usare correttamente un defibrillatore
  • medicare le ferite e proteggerle dalle infezioni
  • usare correttamente i dispositivi di immobilizzazione
  • praticare l'emostasi
  • somministrare correttamente ossigeno con dispositivi e flussi adeguati alla tipologia del paziente e dell'intervento
  • posizionare il paziente in modo corretto ed adeguato per il trasporto
  • assistere un parto in emergenza
  • consegnare il paziente al personale sanitario riferendo ad esso tutto quello di cui si è a conoscenza.

 

Per rendere meno pericolosa e difficile la posizione del soccorritore la legge ha previsto la non punibilità, in base all'art. 54 del Codice Penale, per chi si trova ad agire perchè costretto dalle necessità di salvare se stesso o altri da un pericolo o da un danno grave alla persona, anche senza il suo consenso, che in questo caso viene definito presunto.